E’ il cuore del paese, nel singolare perimetro triangolare si colgono i segni più chiari dell’influenza toscana come la pavimentazione in cotto recentemente restaurata, circondata da bassi e caratteristici portici le cui colonne sono di pietra forgiata a scalpello, ben si è adattata nel corso dei secoli al suo ruolo di luogo di mercato e di fiere. Qui, tra ‘700 e ‘800, si svolgevano i mercati della seta a cui affluivano i produttori dalla Toscana e dalla Romagna. Ancora oggi si svolge il mercato settimane del Mercoledì nonché le fiere e le manifestazioni più importanti.
Sulla piazza si affacciano palazzi cinque-seicenteschi appartenuti alle nobili famiglie rocchigiane ed antiche osterie.

    • Palazzo Pretorio (Piazza Garibaldi)
      E’ stato per qualche centinaio di anni luogo deputato ai dibattiti ed alle decisioni della comunità. Oggi se ne può ammirare solo la facciata in quanto è adibito ad abitazione privata.
    • Torre dell'OrologioLa Torre dell’Orologio (Piazza Garibaldi)
      Risale alla fine del ‘600 la slanciata Torre dell’orologio, o Torre Civica, ubicata accanto al Palazzo Pretorio. Alla sua sommità un orologio, risalente agli ultimi decenni del ‘500, scandiva le ore, ed una campana chiamava a raccolta, in speciali occasioni, “tutti gli uomini tra i 15 e i 60 anni”. La campana ha una bella storia che risale al 1780, anno della sua fusione, e si intensifica durante l’ultima guerra quando fu “condannata” alla fusione per trarne canoni. Ma lanciata nel vuoto su un letto di sabbia rimase pressochè intatta decretando la proprio salvezza e tornando al posto originario.
    • La Vergine Addolorata
      Nella nicchia ricavata sul fronte della Torre civica è custodita questa statua settecentesca in terracotta. La spada che trafigge il cuore della Vergine, che sembra piangere per le sventure toccate al paese, è invece molto più antica essendo stata realizzata da un armaiolo bresciano nel 1542.
    • Le antiche carceri (Piazza Garibaldi)
      Il piede della Torre civica, fino a qualche anno fa occupata dalla bottega di un artigiano calzolaio chiamato “Sgalì”,  è oggi visitabile per ammirare gli strumenti e gli attrezzi usati dal “ciabattino”.
      In passato ospitò per diverso tempo una parte delle Carceri, che sorsero, forse, insieme al Tribunale nel 1836. In un’altra parte delle carceri, alle quali si accede dalla piazza del Buginello, è ospite una mostra di pietre dure visitabile su prenotazione
    • Chiesa del Suffragio
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