slide

La bellezza davvero spettacolare del paesaggio, la ricchezza della flora e della fauna, la fama legata alla Divina Commedia di Dante concorrono a fare della cascata dell’Acquacheta un bene da conoscere, tutelare e valorizzare. La cascata, classica meta escursionistica fra le più frequentate dell’Appennino della Romagna-Toscana, si trova a un’ora e mezza circa di cammino da San Benedetto in Alpe e fa parte del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.

Circondata da una foresta di querce, castagni, faggi e sempreverdi questa splendida cascata ha conquistato la fama letteraria grazie a Dante Alighieri che soggiornò a lungo in questa zona. Il Sommo Poeta fu così colpito dal rumore dell’acqua in Acquacheta, che la paragonò alla rumorosa cascata del fiume infernale del Flegetonte che separa il settimo dall’ottavo cerchio dell’Inferno:
dante

 

Tra gli itinerari escursionistici più interessanti che si possono effettuare nelle vicinanze di Rocca San Casciano, certamente vi sono quelli che raggiungono le scenografiche Cascate dell’Acquacheta.

Per conoscere meglio la Cascata dell’Acquacheta vi proponiamo questa nostra interessante pagina

 

Gli Itinerari

Si può scegliere tra 3 diversi itinerari, a seconda della propria preparazione fisica e delle condizioni climatiche: bisogna infatti considerare che le strade ed i sentieri di crinale sono particolarmente esposti al sole e, malgrado l’altitudine, possono essere piuttosto caldi se percorsi nelle ore centrali delle giornate estive.

1. L’itinerario più semplice e più frequentato, parte dal paese di S. Benedetto in Alpe (495 m), che si raggiunge partendo da Rocca andando verso il Firenze.
Da qui parte il sentiero 407 che risale il torrente fino alle celebri cascate (720 m). La salita supera un dislivello limitato e si può compiere in 1,30 – 2 ore. Il ritorno avviene per lo stesso sentiero.

Il sentiero è facile e adatto a tutti, piuttosto lungo (3:30-4 h tra andata e ritorno, 10-12 km – Dislivello totale: circa 250m), un percorso abbastanza largo e ben segnalato e ha inizio dal primo tornante della strada che da San Benedetto conduce a Marradi dove si può sostare per attrezzasi alla partenza.
E’ bene avere scarpe adatte, visto il terreno assai umido e in ombra (quando piove il sentiero diventa un torrentello fangoso).

Il primo tratto è agevole, senza particolari pendenze, infatti in circa 2 Km il dislivello è di soli 42 mt
Il tracciato affianca il corso del torrente fino al fosso del sasso Bianco che si attraversa su ponticello in legno.
Da lì si prosegue velocemente fino a Ca’ del Rospo, un piccolo fabbricato ristrutturato, dove nello spiazzo antistante troviamo un tavolo in legno sulla sponda del torrente ideale per una veloce colazione prima di proseguire.
Da ora si inizia a salire in mezzo al bosco, e iniziano le prime difficoltà, in alcuni tratti troviamo pendenze impegnative, fino a raggiungere un falsopiano scoperto che prosegue per alcune centinaia di metri per poi tornare in mezzo al bosco e dopo una breve ma ripida discesa, si raggiunge il molino dei Romiti.
Continuando incontriamo un tratto breve ma molto duro che ci conduce al belvedere, siamo di fronte alla cascata dell’Acquacheta come suggerisce il nome del luogo.
Continuiamo sempre con una breve discesa e ci troviamo sul greto del torrente, e qui possiamo ammirare un’altra bella cascata formata dal fosso ca’ del vento.
Guadiamo il torrente e proseguiamo in salita sulla sponda opposta e dopo 200 mt. di mulattiera raggiungiamo la piana dei Romiti mt. 734
Volendo incamminandoci a sinistra dopo pochi metri troviamo i ruderi dell’eremo dell’Abbazia di san Benedetto.

acquacheta_dislivello

2. Una interessante alternativa, consigliabile soprattutto nella stagione più fresca, parte dal Passo del Muraglione (907 m) e segue il sentiero lungo il crinale principale (CAI 00) attraverso la Fiera dei Poggi e la Colla dei Lastri, fino alla Colla della Maestà. La Fiera dei Poggi è un altopiano dove si svolgeva un’antica fiera del bestiame tra i pastori transumanti e gli allevatori che popolavano queste montagne durante l’estate.
Si lascia poi il sentiero di crinale per prendere il 419 e, successivamente, scendere col 419A nella valle del fosso Acquacheta, che si segue col sentiero 411. Arriveremo quindi ai Romiti, un villaggio abbandonato che sorge in una suggestiva conca prativa fra i monti. Il percorso, in prevalente discesa, avrà richiesto circa 2 ore. Nel medioevo il villaggio era luogo di eremitaggio, dipendente dall’Abbazia di San Godenzo.
Dietro il villaggio ecco il salto della Cascata dell’Acquacheta, così descritta da Dante:

Il ritorno sarà più faticoso, per la necessaria risalita si dovranno calcolare 2,30 – 3 ore. Una logica conclusione del percorso sarebbe anche il rientro verso San Benedetto in Alpe, ma bisognerà aver predisposto un mezzo di trasporto che ci riporti al Passo del Muraglione.